domenica 28 giugno 2009

VINCITORI E VINTI

Torno da fuori per un periodo piuttosto lungo di lavoro e ho trovato la sgradita sorpresa di vedere il blog ridotto non a un sano confronto di opinioni, ma ad un becero contrapporsi di rivendicazioni e rivalse da parte di molti, siano essi vincitori o vinti.
Naturalmente non mi riferisco a tutti gli interventi, ma solo a una gran parte degli stessi.
Il blog, torno a ripetere, non è luogo dove si possa pensare di offendere impunemente chiunque sperando di passarla liscia fondando sull’anonimato.
Nell’invitarvi a tenere un atteggiamento più consono alla correttezza, debbo però ripetere che resto a disposizione di quanti si sentono offesi dagli interventi mettendo a disposizione della magistratura i dati tecnici utili all’individuazione dei diffamatori.
Provvedo comunque, fin d’ora, ad oscurare gli interventi che a mio giudizio non meritano di figurare sul blog.

martedì 9 giugno 2009

E ADESSO ….. FORZA CALVI!

Finita la kermesse della campagna elettorale e salutato il nuovo sindaco riemergono puntuali tutti i problemi che rendono Calvi una cittadina non più vivibile come una volta.
Smaltiti i veleni e le polemiche sarà perciò il caso che tutti si dia una mano alla rinascita culturale prima ed economica dopo della nostra amata cittadina.
Le risorse, quelle intellettive, ci sono sicuramente.
Spetterà alla nuova amministrazione, peraltro già ben dotata di personalità, il gravoso compito non solo di ovviare ai problemi “strutturali” del nostro paese ma anche e soprattutto di avviare un’opera di pacificazione generale, cogliendo le opportunità emerse anche nell’ultimo confronto.
Una menzione particolare meritano Antonello Bonacci e la sua equipe, esemplari nella conduzione di una campagna all’insegna del fair play, rigorosa nell’esposizione dei propri programmi (peraltro bellissimi e ambiziosi), rispettosa innanzitutto di se stessa e poi degli avversari.
E’ indubbiamente la squadra rivelazione, la juniores che crescendo potrà ambire al posto nella formazione titolare.
Certo, al di là dei buoni propositi e della saggezza dimostrata, la squadra ha urgente bisogno di rinforzi sia a centrocampo che in attacco, privata di molte pedine sottratte prima del voto in una campagna acquisti per molti lati scorretta.
Cinque anni sono appena sufficienti a creare la nuova compagine, già dotata di belle e convincenti personalità (mi limito a Cassio Izzo, Giovanni Pera, Giuseppe Zona, ecc.), che dovrà però applicarsi con umiltà nell’apprendimento della difficile arte della politica e del servizio, prediligendo un cammino di formazione e di costruzione di un progetto politico solido e credibile, piuttosto che puntare alla sola affermazione personalistica, facendosi così trovare pronta all’appuntamento che sarà.
Ed è in questa direzione che il suo valente e coraggioso condottiero, Antonello Bonacci, dovrà indirizzare le vele di questo nuovo, interessante e combattivo vascello.

sabato 16 maggio 2009

La pagliuzza e la trave

Una prima osservazione: man mano che ci si avvicina al giorno delle elezioni alcuni interventi sul blog oltre che alle norme della buona educazione stanno dimostrandosi contrari anche a quelle del codice penale.
Vi invito perciò a moderare i termini limitando i commenti alla critica politica e non personale, rammentandovi ancora una volta che in caso di denunce per diffamazione sarà estremamente facile da parte dell’autorità preposta, visti i moderni mezzi di rilevamento e tracciabilità, risalire al nominativo incriminato.
Ciò posto, che dire?
Finalmente ci siamo, la riserva è stata sciolta, i dubbi dissipati e le liste, come ormai noto, sono tre.
In questi giorni ho letto e sentito come la Rai: di tutto, di più.
Politologi dell’ultima ora (ne spuntano a centinaia in ogni tornata elettorale), bacchettatori di professione, moralisti, giustizieri e persino veggenti (che sanno per certo chi voterai!) si sono susseguiti in commenti e discussioni di ogni genere, anche su questo blog purtroppo, attaccando questo o quel candidato, sentenziando verità tali solo per loro, distribuendo e dispensando in ugual misura giudizi e condanne senza appello.
Giovanni Lombardi è stato fortunato ad esserne uscito senza una lapidazione pubblica o una condanna al rogo, altri hanno ricevuto appellativi vari solo per non avere aderito a questa o a quell’altra altra coalizione
Chi si è ritirato dalla competizione è solo perché si è fatto condizionare o persuadere o ha ricevuto minacce e intimidazioni di vario genere e non perché, magari, ha maturato la decisione con saggezza e buonsenso.
C’è ancora gente che va in giro esortando le parentele varie a stringersi intorno al candidato di famiglia e laddove la famiglia si presenta con due o tre esponenti in liste diverse la questione si sposta nel dimostrare chi appartenga di più alla famiglia.
Siamo veramente all’assurdo e abbiamo perso il senso della misura.
In fondo, a ben guardare, si tratta di amministrare un paese di seimila anime e non città come Roma e Milano.
E’ vero che in questo paese ci viviamo e perciò siamo tutti interessati ad una buona amministrazione dello stesso.
Ma ci sono i presupposti per far si che ciò avvenga e in tempi brevi?
Lascio a voi l’ardua sentenza, riportandovi due passi tratti proprio dal blog che ben evidenziano, a mio avviso, lo stato dell’arte.
“ Quando la memoria storica viene così facilmente dissolvendosi, ancor di più occorre impegnarsi, tutti assieme, per indicare con forza alle giovani generazioni i riferimenti solidi del nostro andare, altrimenti appare ineluttabile lo smarrimento lungo il percorso e prossima la rovinosa caduta”
Ed ecco il secondo: “La mia solidarietà va a tutti coloro, che specie negli ultimi interventi, sono stati apertamente additati ed oltraggiati.
Intendo espressamente ricordare che trattasi di persone di integerrima rettitudine morale ed in alcuni casi di miei amici fraterni che non meritano le accuse e peggio le offese del tutto gratuite e non rispondenti al vero che brutalmente e, si badi, del tutto ingiustificatamente ed ignominiosamente sono state loro mosse.
Dico basta a questo modo di agire fatto di parole vuote ed oltraggiose: ciò è vergognoso ed è vergognoso tanto più perché fatto sotto mentite spoglie o addirittura dietro l’anonimato.
Vi esorto, pertanto, per quanto ho di più caro, a non nominare ed offendere quanti (del tutto legittimamente) hanno fatto scelte diverse dalle proprie.
Le scelte non vanno mai condannate e mai derise, a maggior ragione le persone che ne sono gli autori.
Sono stanco di questo vecchio modo di fare politica e sin d’ora, per quanto mi consta, esorto, in particolare, tutti i miei potenziali elettori ed amici, tutti coloro che condividono la scelta che ho fatto ad astenersi “letteralmente” dal macchiarsi di sì incaute, inutili e becere azioni.
Tanto dovevo a me stesso prima ancora che a voi tutti.
Giovanni Pera “

giovedì 7 maggio 2009

CIAO, ANDREINO

Sono stato fuori per lavoro questi ultimi giorni ed al ritorno ho trovato la notizia della scomparsa di un mio caro amico, Andreino D’Onofrio.

Di lui, e con lui, ho ricordi incancellabili, che risalgono al tempo della mitica squadra del Moccia Calvi che, insieme ad Alessandro Fattore, Andreino curava con un amore e una passione che non potevano non coinvolgerti.

Al punto che, insieme ad alcuni miei compagni romani, la domenica mattina venivamo a Calvi a difendere i colori del Moccia Calvi.

Eravamo tutti più giovani, ovviamente, ma pieni di entusiasmo e passione che oggi, mi duole dirlo, è difficile trovare nei ragazzi di oggi.

Spesso la nostra paga era costituita solo da un caffè, al posto del rimborso del carburante, ma della cosa non ci importava veramente di nulla.

La prima categoria dove militava la squadra di Andreino ed Alessandro era allora molto seguita e la curiosità di vedere i “romani” all’opera aumentava il numero dei tifosi. 

Nelle poche, ma corrusche e sentite partite che ci videro protagonisti, conoscemmo molti amici che ancora oggi si ricordano e ci ricordano di quel glorioso se pur breve passato, di cui parlano come fosse ieri e non accadimenti di più di trenta anni fa.

Andreino è stato anche politico fine e preparato, sempre disposto ad aiutare chiunque ne avesse bisogno e nel suo ruolo di sindaco non ha mai utilizzato il metro delle simpatie e antipatie personali. Si sentiva solo e unicamente il sindaco di tutti i caleni.

Spiace che nessuno dei tanti frequentatori del blog abbia pensato di dedicargli un pensiero, lui che avrebbe ben potuto ancora insegnare tante cose dell’arte della politica, che ha saputo interpretare al meglio, al di là di tanti protagonisti, o presunti tali, di oggi che in realtà sguazzano in uno stagno fangoso pensando di nuotare nell’oceano.

Ciao, Andreino, e grazie ancora di tutto quello che ci hai insegnato.

Mi piace di immaginarti, oggi, insieme al tuo inseparabile amico Alessandro, mentre forse pensate di organizzare ancora una squadra, parlando e discutendo dei tanti problemi dello sport e della vita.