lunedì 8 novembre 2010

L'ultimo editoriale


Più volte, in passato, ho avuto la tentazione di chiudere questo blog, ma solo oggi ho maturato la decisione di farlo.
Descrivere tutte le motivazioni che sono alla base di questo gesto sarebbe lungo e francamente noioso.
La sensazione precisa che ho tratto da questo lungo cammino, cominciato nel 2007, è che in fondo non c'è stato alcun miglioramento di base nei rapporti tra cittadini.
E ciò a prescindere dalle amministrazioni che si sono susseguite.
E l'odio, il rancore, il desiderio di rivalsa e di vendetta, la fanno ancora da padrone.
In realtà la Politica, quella con la P maiuscola, è ormai bella e sepolta a Calvi da almeno quindici anni.
Lo sport di moda è quello di denigrare, di offendere, di cercare di calpestare la dignità altrui, di prendere di mira familiari, amici, mogli, mariti, figli, senza pensare minimamente né alle conseguenze né alle implicazioni morali che certe affermazioni portano con sé.
In questo decadimento progressivo si rischia di parlare al vento.
Un amico del blog, attento a queste cose, mi faceva notare quanto lo stesso fosse scaduto a livello di pettegolezzi e di maldicenze, pregandomi di innalzare, se possibile, il tono.
Ma il mio ruolo, al di là di censurare tutto il censurabile, è quello di proporre argomenti con alcuni post cui seguono poi i commenti dei lettori.
E la qualità, mi rincresce dirlo, dipende solo dagli interventi che poi seguono al post.
Più volte ho provato a richiamare al buonsenso, ma sembra proprio che oggi la stragrande maggioranza dei caleni lo abbia smarrito e sia capace di rapportarsi con gli altri solo a livello di contumelie, di frasi sprezzanti, di ingiurie e di maldicenze.
Non è quello che speravo, confesso.
Speravo in una rinascita della politica, in una politica fatta di proposte e di fatti, non di promesse e di vendette, di progetti e di speranze, non di rese di conti e di dispetti a chi non mi ha votato.
Non mi ritrovo più in tale contesto, dove non c’è più il gusto del dialogo, ma solo quello della polemica a tutti i costi.
Naturalmente non tutti i partecipanti al blog meritano questo atteggiamento, ma è la maggioranza che purtroppo condiziona anche queste poche eccezioni.
“Il valore di uno stato, a lungo andare, è il valore dei singoli che lo compongono" diceva John Stuart Mills.
Ciò vale, purtroppo, per la nostra cittadina da tanti anni e ho la poco confortante certezza che tanti altri ne dovranno passare perché qualcosa cambi.
Il mio augurio, a voi intelligenti, ironici, colti e misurati frequentatori del blog (ultimamente purtroppo in netta minoranza), è che possiate prendere presto in mano le sorti di Calvi Risorta.
Agli altri dico solo che non mi mancheranno né il qualunquismo becero che li anima, né la loro bassezza d’animo, né la loro presunzione, né soprattutto la vigliaccheria di mai esporsi in prima persona per vilipendere gli altri.
Prendiamo perciò tutti un periodo di sana riflessione.

Massimo Zona

sabato 30 ottobre 2010

LA CURA

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te

Franco Battiato

venerdì 29 ottobre 2010

UN FILM GIA’ VISTO

Nel mio girovagare tra i siti del web, in quelli che reputo interessanti, sono inciampato nella lettera aperta di Salvatore Minieri diretta polemicamente a .. chi si sente già sindaco. In realtà è una lettera indirizzata ai suoi conterranei, alla sua gente, al suo popolo, che vede prostrato e avvilito, quasi incapace di rialzarsi e camminare con le proprie gambe.
E’ un film già visto anche qui a Calvi e in tutti i nostri paesi dove al posto di una politica creativa e costruttiva si privilegia una politica fatta di contrapposizioni personali, di odio e di rancori mai sopiti.
C’è qualcuno che progetta piani di sviluppo per Calvi, che pensa ad una coalizione che possa inglobare tutti quelli che sarebbero in grado di fare veramente qualcosa di buono?
“ No, quello che conta è presentare una lista che possa togliere voti agli altri schieramenti, anni persi a fare i conti su come fottersi numericamente.” Conclude mestamente Minieri.
Leggetevi però l’ultimo capoverso, voi che siete giovani e avete perciò tutto l’interesse a far sì che le cose cambino veramente.
Leggetevelo, giovani, e datevi da fare!

“Mentre una città si trova a dover affrontare emergenze serissime come la mancanza di un Piano Regolatore nuovo, l'assoluta necessità di stilare un programma commerciale e di formare un'associazione di categoria del settore che possa rilanciare parte dell'economia cittadina, la drammatica assenza di una qualsiasi possibilità di occupazione futura per i giovani (tranne che per i beneficiati dai concorsi comunali, ma quelli sono quasi sempre parenti o funzionali all'establishment politico paesano), strutture pubbliche arretrate o non funzionanti - nonostante le strombazzate della maggioranza sui lavori pubblici faraonici, in realtà eseguiti con fondi regionali che qualsiasi amministrazione avrebbe attivato - la totale carenza di spazi per la crescita culturale e lo sviluppo serio di attività aggregative e sociali; insomma, mentre un paese arretra da anni, trasformandosi da esempio di avanguardia negli anni '80 a cristallizzazione oleografica di villaggio retrogrado e pecoreccio, chi ci governa sbaglia tutto, dall'una e dall'altra parte, maggioranza e opposizione che non sono un problema della politica, ma della cultura pignatarese. Da un lato c'è la maggioranza che, in questa pozzanghera di emergenze drammatiche, non trova niente di meglio da fare che rimestare nelle provocazioni e piazza il pluriarrestato Franco D'Alonzo a fare il presidente del Consiglio. Dal muro opposto, quello della minoranza, Cuccaro casca nel tranello e scalpita per andare in Assise ad alzare la voce per scontrarsi con Magliocca e i suoi. Credo che il volume della voce sia inversamente proporzionale alla validità delle idee espresse da una persona: Cuccaro in questo sbaglia di grosso e si allinea al livello impiegatizio - fantozziano dei consiglieri di maggioranza. Non arriva nulla di buono da nessuno dei due schieramenti presenti in Consiglio. Le urgenze degli ultimi due anni sembrano passare come polvere e forfora sulle giacchette del potere locale: Pignataro Maggiore, inutile trovare alchemiche bugie per non confessarlo, ha fatto un gotico passo indietro. Nessuno scommetterebbe mai su un ripopolamento degli spazi pubblici, nessuno si aspetta più nulla dal centro storico e dai suoi commercianti. Ditemi chi avrebbe il coraggio di finanziare un'iniziativa di aggregazione da tenere a Pignataro. Nessuno. E' l'amara desertificazione del paese, ma è soprattutto l'inaridimento del popolo. Un popolo che, grazie alle provocazioni della maggioranza e ai comportamenti scalmanati e disorganici dell'opposizione, non ama più Pignataro e, soffro da morire solo a pensarlo, non prova più la sintomatica e cocciuta punta d'orgoglio pignatarese (il cardine di un sistema culturale come il nostro che della fierezza paesana e della caparbietà rionale ne ha fatto i polmoni propulsivi per almeno gli ultimi tre secoli di storia campana). Nulla più, nessuno che faccia una proposta in una città ove io non incontro più bambini, non riesco più a parlare con le persone anziane, dove non ci sono spazi nemmeno per me che ho 37 anni. La sintesi, forse, è proprio nelle tre fasce anagrafiche che non hanno alvei di incontro: bambini, adulti come me, anziani. Nessuno ha uno spazio urbano preciso, tutti devono vivere di una grande precarietà anche umana e civile: sembra un luogo sbucato fuori dal più triste lamento medievale scandinavo. Costruire? Ma che? Maggioranza e opposizione sono alle prese con una speculare involuzione infantile. Non ci sono contenuti da proporre e, quando si parla di liste, ho visto aggregarsi alcune persone che mi hanno ricordato più un enclave condominiale alle prese con i millesimi e con problemi di perdite alla colonna fecale che persone davvero capaci di portare nuove idee. Ecco il dramma: Magliocca non piace più perché ha fatto solo pateracchi e proclami senza mettere in campo nulla che non fosse il bisogno di saziare una fame carrieristica e affaristica spaventosa di molti politici pignataresi. Cuccaro, al momento, non ha ancora trovato la quadratura per un gruppo di elementi di capacità innovativa sicura. Anzi, noto che anche nel gruppo gravitante intorno a Gaetano Fucile si respira l'aria del solito congresso di vecchi conservatori. Insomma nessuna idea, le innovazioni e le proposte non ci sono e ci si ripresenta al pubblico con le stesse facce e , soprattutto, lo stesso spirito che ci ha ucciso la città: fare le liste trovando miseri comuni denominatori che possano tenere insieme persone inadatte a creare nuovi bacini di sviluppo. Un collante vecchio e sputacchiato che deve durare il tempo di una mandato. Poco importa se non ci sono idee e programmi. Guai a proporre politiche per i bambini, per i loro genitori, per gli anziani, per chi vuole libri da leggere, per chi ama il teatro e la musica, per chi vive male un corpo urbano dove si assumono più vigili, ma per strada ce ne sono sempre tre, per chi vorrebbe fare un patto numerico di posti di lavoro per i pignataresi con le industrie che verranno in città, per chi si trova schiacciato dalle tasse comunali e vorrebbe partecipare attivamente alla rimodulazione delle cifre per vivere meglio e modernamente Pignataro. No, quello che conta è presentare una lista che possa togliere voti agli altri schieramenti, anni persi a fare i conti su come fottersi numericamente. I cittadini? Imbecilli, gente boccalona che crede ancora al manifestino programmatico scritto in un italiano stitico sotto il profilo grammaticale e delle proposte. Siamo tornati in pieno Ottocento pignatarese: ricchi, poveri e una classe media che non esiste più, perché schiacciata da promesse di una rivoluzione progressista che non è mai arrivata durante il mandato di Magliocca. Quella classe media, cosa che i candidati che si agitano non sanno, è sempre più povera ma è la porzione sociale che muove voti ed opinione. E' la parte civile che vuole programmi e idee per ripartire, altrimenti saranno ancora anni di frasi amare come veleno: "Ieri sera sono stato a Giano Vetusto...bellissimo come hanno ristrutturato il paese, altro che questo schifo di Pignataro...".
Cambiamo? Sarebbe ora, ma servono proposte e idee nuove e giovani, non le riunioni condominiali con millesimi delle fette di lista che ognuno dice di possedere. La canzone più bella della mia vita è stata sempre quella di Franco Battiato, "La cura"; aver cura degli altri, aver cura degli altri; poter dire a ogni essere umano che: sei un essere speciale e io avrò cura di te.. perché ogni essere umano è un essere speciale non solo un composto organico che andrà a votare .

SALVATORE MINIERI

domenica 10 ottobre 2010

LE TANTE “BANDE” DELLA NOSTRA CITTADINA!

“Una comunità da il meglio di sé quando si sente unita da un comune destino e non divisa in bande che si fanno la guerra con il fango ed il veleno.
Le insinuazioni velenose rivolte e le macchie di fango schizzate contro il “nemico” politico sono armi sleali da risse di piazza. La politica è altro. E’ confronto di idee tra avversari che si rispettano e non attacchi personali tra nemici che si odiano.
Quando si è chiamati a rappresentare gli interessi generali occorre responsabilità e maturità. Chi piega gli interessi della collettività a quelli personali è irresponsabile. Chi agisce secondo la logica del potere non è responsabile. L’alto tasso di conflittualità all’interno della classe dirigente del paese pregiudica gli interessi dei cittadini. E’ causa di malessere sociale. Ripeto: chi piega gli interessi della collettività a quelli personali è irresponsabile.
Basta con il fango! Se lo metti indiscriminatamente in rete agisce in un enorme ventilatore e finisce con il macchiare tutti. Basta con il veleno! La lealtà è una medicina che farebbe bene a tutti e curerebbe i tanti mali della nostra comunità.”

Bartolo Mercone (Portale di Pignataro Maggiore)