giovedì 8 aprile 2010

GLI SCOUT IN MEZZO A NOI

In questa Settimana Santa si è avuto nel nostro comune un importante incontro di capi scout, un Campo di Formazione che ha visto intervenire partecipanti anche da fuori la Regione Campania (Toscana, Puglia, Basilicata e Lazio) per approfondire le tematiche di quella che si può considerare una vera e propria missione: educare i giovani nello spirito e nel fisico, con il metodo educativo Scout.
Ospitati nella casa delle Suore di Visciano, grazie anche alla sensibilità e ospitalità di Madre Jacopa, hanno svolto con cura tutti i compiti loro assegnati dai capi formatori, questi quaranta tra giovani e giovinette impegnati nel movimento.
Una delle esperienze, definita in gergo HIKE (in inglese uscita, escursione), consiste nel partire, senza alcun preavviso e portando con se solo l’essenziale (rinunciando quindi al cellulare, ai soldi, al pasto serale), nell’andare alla ventura, a coppie, chiedendo ospitalità per una notte alla gente, offrendo in cambio piccoli servizi come riassettare una camera, spazzare un salone, preparare un camino.
In questa esperienza di distacco, di precarietà e di solitudine, i ragazzi vengono invitati a riflettere su una traccia data loro dai capi formatori, per discernere e fare il punto della loro scelta, per fare quello che si chiama in gergo DESERTO.
Oltre che a Calvi Risorta molti di loro, per questa prova, sono stati inviati fuori zona e cioè a Vitulazio, a Pietramelara, a Teano, a Bellona e tanti altri paesi.
E’ una sfida coraggiosa, tesa a trovare un posto dove passare la notte e magari un pasto, per non trovarsi esposti ai freddi e alle intemperie della notte, ma anche per saggiare le proprie convinzioni, per dare prova di forza e di umiltà, di disponibilità e di accettazione anche e soprattutto ai rifiuti della gente.
Il mattino dopo si ritroveranno di nuovo insieme ed ognuno racconterà le proprie esperienze.
Tutti hanno trovato una buona sistemazione per dormire, chi nei corridoi, chi nel garage, chi su un pavimento. Molti di loro hanno avuto la fortuna di incontrare gente sensibile che gli ha spalancato le porte, mettendo loro a disposizione soffici letti e offrendogli anche una sostanziosa cena, ringraziandoli poi dell’occasione che la Provvidenza aveva dato ad essi di ospitarli.
Certo, di rifiuti ne hanno ricevuti molti, ma poi la Provvidenza li ha aiutati a trovare qualcuno pronto ad accoglierli.
Spiace però apprendere che la maggior parte di questi rifiuti, netti, sgarbati, poco caritatevoli ed insofferenti, sono venuti da quelle comunità ecclesiali che dovrebbero essere deputati, da Dio, all’accoglienza, all’amore fraterno, alla carità.
Molte case parrocchiali, chiese e conventi ai quali questi giovani sono andati a bussare, sono stati pronti e risoluti nel chiudere loro i portoni in faccia, adducendo le scuse più improbabili e meschine.
“Non è un fatto nuovo, ci confidano i Capi responsabili dell’evento, nonostante un vescovo che è estremamente sensibile a tali iniziative. C’è molta diffidenza e impreparazione nella classe religiosa delle nostre terre, ma il nostro compito è anche quello di sensibilizzare i duri di cuore!”