GLI SCOUT IN MEZZO A NOI

In questa Settimana Santa si è avuto nel nostro comune un importante incontro di capi scout, un Campo di Formazione che ha visto intervenire partecipanti anche da fuori la Regione Campania (Toscana, Puglia, Basilicata e Lazio) per approfondire le tematiche di quella che si può considerare una vera e propria missione: educare i giovani nello spirito e nel fisico, con il metodo educativo Scout.
Ospitati nella casa delle Suore di Visciano, grazie anche alla sensibilità e ospitalità di Madre Jacopa, hanno svolto con cura tutti i compiti loro assegnati dai capi formatori, questi quaranta tra giovani e giovinette impegnati nel movimento.
Una delle esperienze, definita in gergo HIKE (in inglese uscita, escursione), consiste nel partire, senza alcun preavviso e portando con se solo l’essenziale (rinunciando quindi al cellulare, ai soldi, al pasto serale), nell’andare alla ventura, a coppie, chiedendo ospitalità per una notte alla gente, offrendo in cambio piccoli servizi come riassettare una camera, spazzare un salone, preparare un camino.
In questa esperienza di distacco, di precarietà e di solitudine, i ragazzi vengono invitati a riflettere su una traccia data loro dai capi formatori, per discernere e fare il punto della loro scelta, per fare quello che si chiama in gergo DESERTO.
Oltre che a Calvi Risorta molti di loro, per questa prova, sono stati inviati fuori zona e cioè a Vitulazio, a Pietramelara, a Teano, a Bellona e tanti altri paesi.
E’ una sfida coraggiosa, tesa a trovare un posto dove passare la notte e magari un pasto, per non trovarsi esposti ai freddi e alle intemperie della notte, ma anche per saggiare le proprie convinzioni, per dare prova di forza e di umiltà, di disponibilità e di accettazione anche e soprattutto ai rifiuti della gente.
Il mattino dopo si ritroveranno di nuovo insieme ed ognuno racconterà le proprie esperienze.
Tutti hanno trovato una buona sistemazione per dormire, chi nei corridoi, chi nel garage, chi su un pavimento. Molti di loro hanno avuto la fortuna di incontrare gente sensibile che gli ha spalancato le porte, mettendo loro a disposizione soffici letti e offrendogli anche una sostanziosa cena, ringraziandoli poi dell’occasione che la Provvidenza aveva dato ad essi di ospitarli.
Certo, di rifiuti ne hanno ricevuti molti, ma poi la Provvidenza li ha aiutati a trovare qualcuno pronto ad accoglierli.
Spiace però apprendere che la maggior parte di questi rifiuti, netti, sgarbati, poco caritatevoli ed insofferenti, sono venuti da quelle comunità ecclesiali che dovrebbero essere deputati, da Dio, all’accoglienza, all’amore fraterno, alla carità.
Molte case parrocchiali, chiese e conventi ai quali questi giovani sono andati a bussare, sono stati pronti e risoluti nel chiudere loro i portoni in faccia, adducendo le scuse più improbabili e meschine.
“Non è un fatto nuovo, ci confidano i Capi responsabili dell’evento, nonostante un vescovo che è estremamente sensibile a tali iniziative. C’è molta diffidenza e impreparazione nella classe religiosa delle nostre terre, ma il nostro compito è anche quello di sensibilizzare i duri di cuore!”

Commenti

  1. Caro Massimo, purtroppo non mi stupisce questa esperienza dei ragazzi scout, però mi addolora. Da anni rilevo il distacco sempre più accentuato tra classe religiosa e cittadini. Per quanto riguarda il nostro convento, quello dei Padri Passionisti, al quale sono particolarmente affezionato per averlo frequentato tanti anni fa, è divenuto forse qualcosa di avulso dalla cittadina, mentre in passato ne è stato il fulcro religioso e culturale.
    Spiace dirlo, ma la verità non deve fare male.
    Immagino anche la delusione di Francesco al racconto dei ragazzi che non sono stati accolti.
    Di contro, moltissime persone hanno dimostrato, come affermi, che la Provvidenza esiste.
    E questo, di per sé, è già un grosso risultato.
    Peccato per i Passionisti, che hanno perso un’altra occasione per reinserirsi nel tessuto sociale della cittadina.
    Cosa di cui, forse, non gli importa soverchiamente.

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  2. Vedete, carissimi concittadini, se si vuole dialogare in termini laici è giusto far riconoscere a chi è "pubblico testimone" di fede i propri errori. Tuttavia, se si vuole dialogare da credenti la prospettiva è diversa: nella fede si ragiona in termini di Amore. Ora gli scout, senza dubbio, hanno amato per primi, i sacerdoti no. Tuttavia questo non deve sconvolgere piochè il sacerdote è un uomo e può sbagliare, dunque, come nella Trinità, così i rapporti tra di noi, devono ispirarsi, anche nell' errore, ad un solo principio: l' Amore. Facciamo un esempio: se mio fratello sbaglia, non lo grido ai quattro venti, cerco di capire perchè ha sbagliato, quindi 1) parlo con lui "con mente aperta" per comprendere. 2)Parlo con i miei genitori per ascoltare il loro parere 3) Ri-parlo con mio fratello per chiarire. Ora, nella fede, questo è "metodo" se così si può dire.
    Ci tengo a questa precisazione poichè sono fermamente convinto che se davvero si volessero evitare, per il futuro, questi episodi, bisognerebbe scegliere la strada più lunga e più difficile: quella di un dialgo autentico.
    Se realmente c' era il desiderio di "prevenire" quindi, non sembra poi così appropriato un post ( per quanto legittimo ripeto) di denuncia/sfogo e basta, ma, come in una famiglia, sarebbe stato preferibile perseguire vie diverse!
    Intanto,sulla via Maestra dell' Amore auguro a tutti, come direbbe uno scout, BUONA STRADA!

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  3. "Camminare tutti, camminare insieme, camminare sempre"
    Raffaele Nogaro

    http://cultcornerinfo.blogspot.com/2009/07/raffaele-nogaro-un-diavolo-amico-dei.html

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