Mai mi era capitato di dovere intervenire tanto spesso nel cancellare i post dei lettori come in questi ultimi tempi.
Offese, contumelie, denigrazioni, diffamazioni, proposte senza indugio e senza freni inibitori, persuasi tutti del proprio diritto al giudizio sommario e definitivo. E alla ineluttabilità della condanna, ma soprattutto di qualsiasi difesa da parte del malcapitato di turno.
Il tutto, naturalmente, all’ombra del più stretto anonimato, che quando non si limita a rendere tutti uguali nel segno di un commento pacato e per quanto possibile oggettivo, diventa vigliacco mezzo di attacchi faziosi e personali.
Non è questo lo scopo di questo blog e ci tengo a ribadirlo.
Il blog deve essere e restare una finestra aperta sulla realtà calena, bella o brutta che essa sia, bella o brutta che essa appaia a ciascuno di noi.
Non deve essere un mezzo per scaricare tensioni, per prendersi presunte rivincite, per riversare addosso a qualcuno livori e maledizioni varie. Ma soprattutto non deve essere l’occasione di offendere nessuno. Questo risultato si può ottenere solo parlando non delle persone, ma dei fatti. E solo esaminando i fatti potrà venire indirettamente fuori la responsabilità o meno dei personaggi che li hanno generati.
Mi tornano in mente alcune parole di Andrea Viggiani, amico acuto e intelligente, che mi richiamava spesso al rigore intellettuale sottolineando argutamente alcuni passaggi per lui evidentemente troppo soft, come nell’occasione della vittoria ciclistica di Silver Mele: “ Caro Massimo, la notizia è abbastanza piacevole, anche perché Gigi e Silver sono squisite persone. Ma non ti sembra opportuno aprire una discussione su qualche argomento molto, ma molto importante, come ad esempio sul degrado inarrestabile della nostra città, sui disservizi, sulle questioni amministrative oggetto di indagine da parte di una commissione ministeriale, sull’autovelox e su quant’altro incide sulla nostra quotidianità. Non vorrei che la tua penna, di cui conosco la capacità, fosse un po’ frenata e senza spirito critico. Un abbraccio Andrea Viggiani.”
Che differenza di stile e di contenuti rispetto ad altri rilievi che pensano di essere ironici e sono solo patetici (Massimuccio, pasticcione, ecc.), ma che soprattutto danno il senso della scarsità di idee e del livello culturale in cui ci troviamo.
Con il rimpianto sempre più forte di non avere più contraddittori con gente come Andrea.
