SANCHO MI CHIEDE ....

Caro Massimo, lasciando a se stessi questi anonimi ignoranti (perchè, di fatto, ignorano molte cose...) ti lascio alcune considerazioni spicciole che volevo sottoporti.I FUCILI A PALLETTONI E LA SCOPA DI NICOLINA(mi piace intitolare i miei pensieri, quasi come Blaise Pascal, perdonerete questo vezzo intellettuale!)
Da un po' volevo chiederti, caro Massimo, cosa pensassi dell'autovelox impallinato che fa mostra di sè sulla Casilina e che ancora (ancora?) scruta e sanziona i malcapitati automobilisti. Io credo che questo gesto, prendere a pallettoni una macchinetta autovelox, gesto mai sufficientemente esecrato, esprima bene il retaggio culturale del paese in cui viviamo. Di fronte all'ingiustizia (si badi bene, presunta ingiustizia), si sceglie la strada della doppietta e non quella del dialogo civile o della protesta civile.Va bene che il discorso dell'autovelox è contrastato, va bene anche che si sospettano irregolarità (ah "presunzione di innocenza", ormai obliato termine...), va bene tutto, ma decenni di lotte civili, di manifestazioni e battaglie contro le ingiustizie e per i diritti sembrano, con questo gesto, non essere più patrimonio condiviso. Le schioppettate non sono una risposta, perchè la risposta implica una sorta di dialogo, sono solo uno sfogo da frustrati, una non-risposta da in-civili. Forse questa è l'ennesima prova di come la parola camorra non indichi solo un'organizzazione a delinquere ma rappresenti uno stile di vita, un modo di comunicare (o meglio, non comunicare) e di relazionarsi ed interagire radicato profondamente nel nostro ambiente. Mentre riflettevo cupo su queste cose, Domenica mattina, percorrendo la strada del cimitero, mi imbatto in un gruppo di persone intente a ripulire i bordi della strada che porta sulla casilina. Tra queste riconosco l'amica Nicolina Migliozzi, che con scopa in mano è intenta a raccogliere innumerevoli schifezze depositate sui bordi della via. Assieme a lei tante persone e tanti giovani mi hanno dimostrato che forse Calvi ha ancora di che sperare, e di che rispondere a chi intraprende la strada della doppietta.
31 ottobre 2007 17.56

Mi piace rispondere pubblicamente e fare assurgere agli onori (si fa per dire) della prima pagina le risposte più interessanti pervenute nel Blog.
Dopo l’anonimo, ecco Sancho che già mi aveva colpito nel suo duetto con il carissimo Andrea.
Caro Sancho, che vuoi che ti dica sull’Autovelox chi mensilmente, a causa del lavoro che fa, incappa mediamente in due contravvenzioni nei posti più disparati della Campania?
Altro che fucile, io li prenderei a cannonate perchè costituiscono una truffa organizzata e autorizzata ai danni dei soliti contribuenti automobilisti.
Molti sono veramente assurdi, vedi quelli di Sant’Amdrea del Pizzone, Francolise, Grazzanise, posti come sono su strade statali che impovvisamente attraversano centri che, in molti casi, come i due di Calvi Risorta, non sono neppure abitati.
Ma ci si abitua a tutto e allora, invece di sparare col cannone, mensilmente mi recavo dall’avv. Viggiani a presentare ricorsi ai vari Giudici di Pace, cosa che continuerò a fare con Patrizia, se avrà la pazienza di assistermi.
Mi chiedi se sono contento. No, essere multato per andare a 60 all’ora invece dei 50, peraltro fissati illegittimamente, non fa piacere a nessuno.
Certo, concordo con te che le cose andrebbero risolte civilmente.
Ma in giro ci sono altri casi eclatanti. Te ne cito due.
Il primo è la banda larga, cioè l’ADSL.
Da questo Blog ho lanciato l’iniziativa di autofinanziarci una causa contro la Telecom, fondandomi sul fatto che le firme raccolte dal buon Claudio erano centinaia.
Non sono stato capace di raccogliere neanche due, dico due adesioni. E sai perché? Perché c’erano da spendere, con almeno trenta adesioni, un centinaio di euro a testa.
Non sono mancati però i filosofi del distinguo che hanno cominciato a chiedersi di vedere se il Comune aveva colpa, chi diceva che bisognava pensare se era la cosa giusta da fare e via di seguito.
Secondo caso. Le bollette Napoletanags.
Grosso tam tam, riunioni in Comune e tanta pubblicità.
Come altri non ho pagato la differenza che la Napoletanagas pretendeva senza spiegare nulla.
Risultato, mi sono visto recapitare un sollecito di pagamento con la promessa di un’azione legale. Sono andato al Comune e qualcuno mi ha detto che con un fax (sic!) la Napoletanagas non riconosceva più quegli accordi.
Hai capito Sancho? Con un fax!!!
E nessuno, dico nessuno, si è neanche peritato di farcelo sapere.
Vuoi invece sapere come andrà a finire?
Pagheremo tutti in silenzio senza protestare.
Non so se intenterò una causa privata contro l’ente, data la cifra irrisoria che dovrei pagare.
Però non mi sta bene il principio che ditte come la Telecom e l’Eni la facciano da padroni.
Ricordati però che siamo noi che glielo consentiamo.
Non so se quel poveretto che ha sparato all’autovelox sia un camorrista. Penso di no. Era solo molto, molto incazzato per una serie di ingiustizie autorizzate, contro le quali pare non esserci alcun rimedio, visto che, a quanto dicono, continuano a funzionare anche se sparate a pallettoni.

Commenti

  1. Ciao Presidente, sono Carmine e ogni tanto passo del tempo sul tuo blog ... che trovo interessante. Sulla Napoletanagas cerchiamo di raccogliere consensi e impostiamo una causa tutti insieme. Tanto si sà nessun fa gli interessi dei contribuenti ... quindi facciamoli da soli.

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