QUELLA VIGNA A LORETO

Parlavo sempre volentieri con Carmelo Franco, zi' Carminuccio per gli amici, e stavo attento ad ascoltare le storie della sua guerra, di quando finì prigioniero in Russia e riuscì comunque a tornare.
Ogni volta arricchiva i ricordi di nuovi particolari inediti, ma mi piace pensare che anche quelli fossero stati vissuti, vista la freschezza del racconto e la partecipazione allo stesso.
Animatore e sostenitore dei Combattenti e reduci caleni, mi faceva notare, anno dopo anno, come la sua sezione fosse ormai ridotta a pochissimi nominativi.
La sua passione preferita era la vigna, quella piccola vigna posta proprio in una curva della strada che da Petrulo sale a Loreto.
Lo trovavo là, a tagliare, a potare, a stringere i tralci, a zappare con calma e metodo il poco terreno, sempre con il sorriso sulle labbra e pronto a rispondere al saluto.
L'ho vista ieri, quella vigna, rosseggiante al sole di settembre, carica di grappoli, bella e curata come zi' Carminuccio avrebbe voluto vederla in un ultima vendemmia.
L'ho vista ieri, quella vigna, ma senza zi' Carminuccio.
E mi è apparsa sempre bella, anche se tremendamente sola e malinconica.

Commenti

  1. Anche a me quella vigna è apparsa bella, ma non tremendamente sola e malinconica. Anzi...
    Zi' Carminuccio è stato capace di creare "compagnia" in un blog, senza che ne avesse né le competenze per accedervi, né la più pallida idea che esistesse. Evidentemente la sua testimonianza autentica di uomo seplice, "genuino" ha esercitato ed esercita quel formidabile potere di unire, piuttosto che dividere, anche dopo la dipartita.
    E non mi sembra cosa di poco conto in un contesto come il nostro dove caparbiamente ci si trastulla a dividere ...
    A te che lo hai ricordato e a lui che ha operato il prodigio, un grazie sincero!

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