UNA SCUOLA DI POLITICA SUL TERRITORIO

In questo periodo di festa sono vistosamente emerse tutte le divisioni e le contrapposizioni che esistono nella nostra cittadina.

Le due Pro Loco uscite entrambe con un programma proprio, le due orchestre, entrambe degne di attenzione e di nota, che hanno svolto un programma diverso se pur negli stessi siti.

E così le bande di musica.

Ci si è messo anche Caparco a privilegiare gente venuta a fare teatro da fuori, penalizzando i nostri compaesani, in nome di una non ben definita visione moralistica che poco ha di moralistico e molto di ripicca personale.

E appresso a questi fenomeni, la solita moltitudine di gente che appartiene a questo o a quell’altro filone.

Questa diversità, o meglio questo dualismo esasperato, più che generare ricchezza di espressione, emulazione, voglia di migliorarsi, indica senza alcun dubbio una situazione lacerante all’interno del paese, appositamente voluta dalla classe politica che ci rappresenta.

E poiché sappiamo chi ci ha rappresentato negli ultimi venti anni, siamo anche in condizione di potere addebitare responsabilità precise sia a Zacchia che a Caparco.

Questo sistema di mettere gli uni contro gli altri è un gioco che ha contribuito, da anni, all’affermazione di famiglie determinate, che votano compatte per il proprio rappresentante dandogli forza e potere.

E’ un gioco al massacro che non porta nulla né conduce ad alcun obiettivo e dove il potere è cercato per se stesso e non per i risultati pratici che dovrebbe a sua volta generare.

Provate a ricordare quali sono i progetti portati avanti nell’interesse comune da venti anni a questa parte.

Provate a ricordare quali sono i programmi di sviluppo elaborati per il bene del paese.

Non ce ne sono, né ce ne sono stati in passato proprio per la cronica incapacità di farlo e soprattutto, beninteso, per la mancanza di volontà di proporli.

Si va avanti, come oggi, con la normale manutenzione dei problemi quotidiani, affrontandoli man mano che sorgono senza pensare a qualcosa di diverso e più grande.

E’ come la classica massaia che spolvera la casa mettendo la polvere sotto il tappeto.

Mai, come in questo periodo, si sente la mancanza di una nuova classe politica, preparata a governare anche, solo se non altro, dal punto di vista puramente amministrativo.

Oggi non è più il tempo della Corrida, con dilettanti allo sbaraglio su terreni così delicati e difficili.

Ci vuole una scuola, alla quale debbono partecipare i giovani che vogliono mettersi in politica.

Un vecchio progetto, recentemente spolverato, parlava appunto di questo.

Chissà che non vada finalmente in porto.

Una scuola aperta a tutti, anche a coloro che sono anziani di politica praticata.

“Non è mai troppo tardi” recitava il titolo di una fortunata trasmissione televisiva che insegnava a scrivere a tanti italiani allora analfabeti.

Chissà che questa nuova scuola non serva a cancellare in qualche misura il grosso analfabetismo politico che ci circonda.

Commenti

  1. Massimo, e molla un po` la presa...Ma non eri tu, a braccetto col tuo parente Alberico Martino, la guida dell`enturage di Zacchia? Sii coerente per una volta! Informati anche sul teatro, lo storico business che il sindaco giustamente ha inibito ai presunti uomini di sinistra e di cultura. Ma perche` tanta ipocrisia? Fortuna che la gente vi conosce: lo ha dimostrato nel giugno scorso...

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  2. Non è importante una scuola che formi i politici locali.E' importante, a mio parere, avere una scuola che formi i cittadini che sono anche elettori e che scelgono i politici locali.

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  4. "Ci si è messo anche Caparco a privilegiare gente venuta a fare teatro da fuori, penalizzando i nostri compaesani, in nome di una non ben definita visione moralistica che poco ha di moralistico e molto di ripicca personale"!
    Caro massimo, devo purtroppo dire che sei dinsinformato così come il buon Antonello o, forse, siete stati entrambi male informati dalla persona direttamente coinvolta nella vicenda. Prima di tutto, quelli che sono venuti a recitare a Calvi erano attori, mentre sulla qualità degli "attori" e delle rappresentazioni messe in scena dal De Filippo nostrano vi è molto da ridire, così come sul fatto che le recite natalize erano diventate solo un business in mano ai "comunisti di destra": l'incasso di 5 rappresentazioni, a 5 euro il biglietto, è di circa 8.750 euro, a fronte di spese pari quasi a zero (la pizza con cui vengono ripagati gli attori). Poi faresti bene a sentire anche l'altra campana, come si conviene in questo caso, ed allora ti renderesti conto di quante sciocchezze sono state proferite sull'argomento, veicolate prima da Antonello (il quale ha addirittura affermato che Caparco avrebbe imposto al commediografo di fare 5 serate a costo zero!) ed adesso da te. L'unica verità e che non è mai stato organizzato un Natale così ricco di eventi, e questo è avvenuto sia per l'impegno dell'amministrazione che per la sua apertura verso la Pro-Loco creata da Zacchia (a proposito di persone che fomentano le divisioni).

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  5. è proprio vero che chi sta all'opposizione deve trovare da ridire anche su una programmazione natalizia di tutto rispetto come quella adottata a calvi risorta.
    questo modo di agire vi ridicolizza fortemente. ma perchè criticare una rappresentazione teattrale che è piaciuta???
    perchè lamentarsi, ingiustamente, del fatto che non ci sia stata la rappresentazione del nostro commediografo caleno, al quale non è stato negato ma è stato spiegato che doveva essere gratuito????? perchè costui non ha accettato ma si è spostato nella vicina giano??? per fare cassa? ma lo sapete chi erano gli attori??? oglie, figlie, cugini e nipoti. perchè tanti bravi attori locali hanno preferito non partecipare??? caro antonello darai anche questa volta la colpa a caparco o ti rendi conto per una buona volta che le cose a calvi non si devono fare solo per fare cassa??? se poi tu vuoi per forza di cose avallare tutto ciò che a calvi non funziona allora ti auguro una perenne opposizione. una buona opposizione deve essere costruttiva e concreta. ad maiora semper

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  7. “Massimo, e molla un po’ la presa...Ma non eri tu, a braccetto col tuo parente Alberico Martino, la guida dell`entourage di Zacchia? Sii coerente per una volta! Informati anche sul teatro, lo storico business che il sindaco giustamente ha inibito ai presunti uomini di sinistra e di cultura. Ma perché tanta ipocrisia? Fortuna che la gente vi conosce: lo ha dimostrato nel giugno scorso...” da anonimo sul blog.
    Spiacente di deluderti caro amico, anonimo e presupponente, ma mi attribuisci meriti e successive responsabilità conseguenti che assolutamente non mi appartengono, poiché mai, e ripeto mai, ho partecipato ad una sola riunione con la giunta retta da Zacchia.
    Come vedi, di qui ad essere divenuto addirittura “guida” ce ne corre.
    Chiarito ciò, sento di dovere spendere qualcosa a favore di Alberico.
    In epoca assolutamente non sospetta, e cioè pochi mesi dopo l’insediamento, Alberico ebbe a spedire due lettere, una a Natale e l’altra a Pasqua, richiamando al dovere dell’impegno elettorale tutti i consiglieri di maggioranza, invitandoli ad abbandonare le ambizioni personali a favore dell’interesse comune, così come da accordi raggiunti in Uniti per Calvi.
    Mi risulta che nessuno, ripeto nessuno, abbia inteso rispondere a quelle lettere, e neppure, se ne fosse stato il caso, di contestarle.
    Semplicemente ignorandole.
    Quale poi sia stato lo spessore politico di quella gente lo ha dimostrato l’elezione successiva che in massima parte li ha spazzati via, speriamo definitivamente, dal panorama politico nostrano.
    Questa è la storia della posizione di Alberico e da noi c’è un gran bisogno di memoria storica, che tende sempre ad essere trascurata nell’ansia di esaltazione del presente.
    Assodato perciò che non debbo “mollare alcuna presa”, visto che interessi particolari non ne ho, ritorno sul concetto espresso sperando di renderlo per lo meno più chiaro, se non condivisibile.
    Ad ogni tornata elettorale ci lamentiamo che la gente che ci governa sia poco preparata a farlo.
    Perché allora, tutti insieme, non creiamo i presupposti per far crescere la gente che vuole occuparsi di politica?
    Per quanto vi riguarda il motivo è chiaro. Pensate che Caparco sia l’uomo giusto e non ammettete neppure l’idea che anche lui, forse, abbia bisogno di crescere politicamente.
    Vi lascio questa convinzione. Personalmente, nel mio immaginario di buon politico, non c’è solo Antonello e molti dei giovani che lo affiancano. C’è Nicola Cipro, Silver Mele ed anche altri della maggioranza, che stanno dando prova di sé.
    Hanno tutti bisogno però, a mio avviso, di crescere a livello politico.
    Insomma, caro amico, io invitavo a guardare la luna, tu, come molti altri di scarsa immaginazione e fantasia, vi limitate ad osservare il dito che la indica.

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  8. Caro Massimo, sono l'anonimo cui hai risposto. Apprezzo il tuo intervento, veramente e mi associo alla speranza che il nostro paese possa crescere per davvero e scansare i fossati cui purtroppo siamo finiti negli anni scorsi.

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  9. Sia Massimo che Alberico, avete la mia stima. Ma Calvi non merita tanta dedizione.

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  10. Tonino Allocca16 gennaio 2010 21:42

    Non è mia abitudine fare polemiche, ma penso sia il caso di scrivere qualche riga, se non altro per invitare a quei anonimi che, a modo proprio, hanno sintetizzato sulla mancata rappresentazione teatrale a Calvi Risorta da parte del gruppo "Autonomia Visuale" nelle passate festività. Si è parlato di aver ascoltato più di una campana, e siccome ritengo che non si è detta la verità, rivolgo un invito ad ascoltare qualche mio personale chiarimento, anche in presenza delle parti che hanno mediato. Quanto al ritorno economico posso ben dire che i conti sono stati fatti da un cattivo ragioniere. E' vero, spesso il duro lavoro di un allestimento teatrale finisce con una semplice pizza; Ma credeteci: non vorremmo fosse così. Non vorremmo fosse così anche perché quando ci sono guadagni la compagnia li devolve per iniziative di beneficenza; se ne volete le prove venite a costatare i versamenti.
    Scusate lo sfogo
    Tonino Allocca

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