CHI L’HA DETTO CHE NON CI SONO I COLPEVOLI DEL DISSESTO?

Ci voleva un tecnico come Cassio Izzo per svelare l’arcano dei conti taroccati del Comune di Calvi Risorta da vent’anni a questa parte.
Ci voleva un tecnico per svelare i tanti funambolismi in cui si sono cimentati i vari sindaci che si sono succeduti al governo della cittadina, nascondendo, uno dopo l’altro, una quantità di polvere sotto i tappeti dell’ipocrisia, della superficialità, del pressapochismo e di tanta incompetenza.
Al punto che ora ci tocca persino benedire l’iniziativa di Giovanni Lombardi che, se da una parte ha portato il comune sul baratro, dall’altra ci ha permesso finalmente di osservare dall’alto quanta immondizia, nel corso degli anni, sia stata scaraventata giù per un declivio che sembrava non riempirsi mai.
E diciamolo francamente, ci voleva questo benedetto commissario col coraggio di sancire il fallimento di più generazioni di politici.
E se da un punto di vista tecnico abbiamo appreso i vari marchingegni atti ad eludere, in molti casi, se non la legge per lo meno le norme di una buona amministrazione, evitando anche di includere nel personale dipendente alcune figure professionali indispensabili al funzionamento del comune e preferendo contratti ad personam con “personam” troppo ben definite, da un punto di vista prettamente politico abbiamo ben compreso che in questi anni a tutto s’è pensato, meno che a fare gli interessi dei cittadini.
E mi fermo qui.
Il discorso politico se l’è riservato Antonello Bonacci, che ha rivelato di essere a capo di un gruppo che si pone come obiettivo quello di restaurare il buon modo di governare a Calvi Risorta.
Evita di prendere di petto e per il bavero i colpevoli di tanto scempio, Antonello, svolgendo un discorso sulle tante mancanze politiche, senza attaccare direttamente i protagonisti, ma proprio per questo rendendo più incisive e dure le sue critiche.
Più volte pronuncia la frase “così facevano perché la vedevano così”, ponendo una bella pietra tombale sulla loro insipienza, incompetenza, limitatezza e scarsa fantasia, evitando accuratamente di parlare di mala fede e interessi privati, che non possono però fare a meno di fare capolino dalle tante interrogazioni fatte e mai riscontrate, da tante richieste mai esaudite, da tante risposte non date, da tante proposte impossibili da prendere in considerazione per ragioni altrettanto impossibili da comprendere, se non con la necessità di una tutela di interessi propri diversi da quelli pubblici.
Ma tant’è, dichiara Antonello Bonacci, voltiamo pagina una volta per tutte e rimbocchiamoci le maniche, in sacrifici che saranno collettivi e gratificazioni altrettanto pubbliche e condivise e non più a favore di parenti ed amici di turno.
Discorso chiaro, quello di Antonello, che preannuncia fin d’ora un’opera di divulgazione capillare dei fatti accaduti tra tutti i cittadini, per evitare che i manipolatori e turlupinatori di turno riescano ancora a raggirare gli animi semplici di molti.
A quello che è stato dato di capire, la squadra messa in campo ha già ottime basi e si prepara ad arricchirsi di altre e più corpose personalità.

Che è quello che ci vuole per sollevare le sorti di questa nostra bistrattata cittadina, cara a tutti noi.

Post popolari in questo blog

I TANTI PLUTARCO DI CASA NOSTRA

LA CURA

Buona strada, Ernesto, e che la terra ti sia lieve.