CIAO, ANDREA

Ciao Andrea.
Ci siamo visti martedì assicurandoci che sabato mattina, come di consueto, avremmo preso il caffè insieme.
Parlavamo spesso, anche attraverso il blog, e tu esponevi le tue idee con la calma e la serenità che hanno sempre contraddistinto il tuo comportamento.
E se qualcuno non la pensava come te, cercavi di esporre con garbo le tue ragioni da persona intelligente e capace.
A proposito della piscina mi è piaciuta la tua interpretazione della faccenda e, pur non condividendola, non ho potuto non apprezzare l’eleganza e la lucidità dell’esposizione.
Mi piace riportare quelle tue osservazioni e anche le repliche di Sancho.
Vorrei che costituissero esempio per tanti che ragionano e si esprimono in maniera superficiale, approssimativa e qualunquistica.
Massimo

Andrea ha detto...
Caro Massimo,le tue considerazioni mi lasciano un pò meravigliato, mi sembra quasi di vedere quel bambino che, dopo essersi divorato la sera tutto il vasetto di marmellata, svegliandosi al mattino si meraviglia che il vasetto sia vuoto. Certo quando andiamo al ristorante non chiediamo al titolare se è in possesso della licenza, solo perchè questo non è il nostro compito, ma, fortunatamente, dico, c’è qualcuno all'uopo incaricato che ha l'obbligo di verificare non solo se quel ristoratore è in possesso di licenza, ma anche se rispetta le norme igieniche, le norme sulla sicurezza e tutte quelle disposizioni che garantiscono un servizio pubblico sicuro ed efficiente. Certo se quel ristorante, dove avevo mangiato divinamente, lo fanno chiudere per un mese avendo accertato che non rispetta le norme sulla sicurezza (per esempio), se da una parte ne sono dispiaciuto per motivi di gola, dall'altra ne sono contentissino, perchè quell'intervento forse è valso ad evitare qualche bruttissima conseguenza. Ed allora, caro Massimo, lasciamo fare la politica ed il controllore a chi deve far politica e deve controllare, meravigliandoci meno quando i veri obiettivi non sono il pubblico interesse ma la tasca del singolo.Andrea
13 ottobre 2007 1.05

Sancho ha detto...
E qui il punto, caro Andrea,quando dici "lasciamo fare alla politica": questo modo di fare politica francamente mi lascia perplesso, ed è un eufemismo!Credo ci sia necessità di un dibattito più serio e meno isterico, che parli di fatti e non per denunce e che guardi al bene di tutti e non alla visibilità personale.Ed allora ben venga anche l'ottica di Massimo, che è un'ottica prettamente utilitaristica,un modo di vedere le cose dalla parte del cittadino, dalla parte di chi vuole un servizio, che non è necessariamente il controllore dello stesso.
13 ottobre 2007 9.57

Andrea ha detto...
Ok, caro Sancho, l'ottica di Massimo mi sta bene fino a quando la politica del palazzo, sia di maggioranza che di opposizione, si mantiene nell'alveo della regolarità amministrativa ed istituzionale: fin quando, cioè, ogni provvedimento, sia esso giusto che sbagliato politicamente, rientri comunque tra le legittime e lecite manifestazioni di volontà dell'ente pubblico. Quando, però, la politica diventa arroganza, prevaricazione, strafottenza e violazione della legge, allora non ci sto più. Che ben vengano denunzie ed ogni altro che possa riportare il tutto nei canali della legalità. Poi chi ha sbagliato si assume le proprie responsabilità e ne risponderà personalmente. A noi cittadini interessa che ogni atto, ogni azione, ogni piccolo movimento che compie un amministratore comunale sia lecito e soprattutto sia destinato all'interesse supremo dei cittadini, togliendosi dalla testa che i voti raccattati siano diventati proprietà privata di chi li ha avuti e che si possa fare ciò che si vuole, pensando che il popolo sia formato da tante capre.Andrea
15 ottobre 2007 23.37

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