Com’ è difficile comunicare!

Ricevo e pubblico alcune riflessioni di Marco Martino, caleno doc che studia a Roma e frequenta abitualmente i siti che riguardano la sua cittadina.
Sono osservazioni che meritano attenzione, provenienti tra l’altro da un giovane molto impegnato nel sociale.
Ognuno ne faccia l’uso che crede.

Com’ è difficile comunicare!

Entrambi gli articoli valorizzano aspetti e sfumature diverse di una questione importante…
Tutte riflessioni giuste e vere: da una parte la legalità, il senso civico; dall’ altra il cittadino che guarda semplicemente ad un servizio offerto senza malizia o interesse alcuno…
Eppure a leggerli sembrano così contraddittori!
E Questo è il punto.

ALCUNE RIFLESSIONI

Il superamento dell’ idea del “nemico”

Le potenzialità presenti in ciascuno diventano realtà solo nella condivisione con gli altri. E
l’altro, in politica, non è il nemico; è colui del quale ho bisogno perchè la mia idea si realizzi solo insieme alla sua. E’ per percorrere questa strada comune che la fraternità richiede di essere ordinata nella politica. La politica non è resa necessaria dall’ esistenza del male e dall’ inevitabilità dei conflitti; il male e i conflitti esistono (e la politica li deve necessariamente afforntare), ma prima di essi è la fraternità che esige l’ organizzazione politica. La politica non nasce per timore del nemico, ma per amore dell’ amico.
Il nemico lo vedono necessario solo quelle posizioni ideologiche che, avendo perduto la loro forza propria, o non essendo portatrici di un progetto realmente umano, hanno bisogno del conflitto per alimentarsi, e del nemico per affermare, in contrapposizione, la propria identità.
Nella vera politica il fine non giustifica I mezzi, ma ogni mezzo deve essere buono in sé…

La comunicazione “difficile”

La libertà della comunicazione, in particolare di quella giornalistica, è un punto fermo nel dibattito degli ultimi due secoli; anche l'uguaglianza è un valore riconosciuto e quando sembra compromesso dallo strapotere comunicativo di questo o quel gruppo, di questo o quel personaggio, le reazioni sono, giustamente, vivacissime.
Nessuno parla, invece, di fraternità della comunicazione, meno che mai di quella giornalistica.
Anzitutto, come dice Gianfranco Morra, la verità precede la comunicazione, nel senso di Sant'Agostino, secondo il quale ci si incontra solo nella verità, siamo fratelli nella comune appartenenza ad essa. E questo presuppone che, in qualsiasi tipo di comunicazione, si cerchi non di influire sull'altro o di manipolarlo, ma di conoscerlo e trovare un'intesa con lui.
In conclusione, nell'autentica comunicazione viene alla luce una reciprocità che consiste nel mettersi nei panni dell'altro, nello sforzarsi di prevedere le sue possibili reazioni, provando a mettere noi stessi al suo posto, per vedere come reagiremmo noi.
Siamo davanti a una formula che richiama la regola aurea. Il movimento di colui che comunica non è centripeto, di accaparramento e di conquista, ma centrifugo, di
spiazzamento verso quello che Lévinas ha chiamato il volto dell'altro, assunto come centro. Non impossessarsi di ciò che l'altro vede, ma provare a vedere con i suoi occhi: ecco la fraternità.
Ed è questo a cui dobbiamo puntare. Il vero lavoro politico, la vera responsabilità, si manifestano e si esprimono, in modo specifico, nella capacità di accogliere punti di vista diversi, idee, opinioni, valori e priorità.

Il mio invito.
Se gli autori dei due articoli riusciranno a “dialogore”, mettendo assieme punti di vista diversi, solo apparentemente inconciliabili, e valorizzando ciascuno l’ idea e il lavoro dell’ altro…beh….la fraternità avrà fatto un piccolo passo in avanti!

Marco Martino

Commenti

  1. Sentivo la mancanza di Marco, che incontro così fugacemente quando passa a Calvi.
    C'era bisogno di una parola illuminante e "alta", che ci riportasse al senso vero delle cose e del discutere.
    La politica, quella vera, è altro da parossismi denuncianti e querele piccate.
    Caro Marco: quando torni?
    C'è bisogno di te!

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  2. SE MARCO E' COME IL PAPA' DIO CE NE SCAMPI E LIBERI.
    CI HA REGALATO ZACCHIA DEL QUALE LUI DOVEVAVESSERE IL GARANTE E INVECE APPARE SOLO QUANDO C'è QUALCOSA CHE LO INTERESSA.
    IL GIORNO DELLE PRIMARIE ERA LI IN PRIMA FILA E NON PER IL PARTITO DEMOCRATICO.
    MARCO RESTA A ROMA

    RispondiElimina

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