ROCCHETTA E CROCE: IL GIUDICE ANCORA NON DISSEQUESTRA LA STRADA RURALE SALCE – CAPPELLA.

Velocissimo a muoversi il giudice che ha sequestrato una strada rurale, impedendo di fatto agli agricoltori di potere effettuare la vendemmia e gli altri lavori preparatori alla raccolta delle olive e delle castagne, è piuttosto lento nel decidere sull’istanza di dissequestro che sia alcuni privati che la Comunità Montana ha inoltrato per la riapertura della strada.
Lo stesso sindaco, Salvatore Geremia, appare alquanto perplesso sull’iniziativa giudiziaria.
“L’Amministrazione comunale esprime quanto meno sconcerto sull’azione del giudice, non entrando ovviamente in merito alla disposizione. Lo stesso articolo invocato dal giudice, continua il sindaco, a detta dei nostri legali non prevede il sequestro di una strada, ma unicamente, nel caso, l’irrogazione di una sanzione per l’eventuale dimostrazione della mancanza di un parere, quello della Soprintendenza, che oltretutto non era dovuto.”
Anche nella ipotesi che detto parere andava invece richiesto, con Nota n. 15238 del 6 luglio 2007, la Soprintendenza dichiarava testualmente: “ … A parere di questa Soprintendenza, in relazione alla documentazione e alla certificazione inviata, risulta comunque che l’area della strada in oggetto interessa solo marginalmente l’area vincolata ai sensi del D.L. 42/04, Art.142, lettera G.
In riferimento comunque ai lavori in via di completamento, dalla documentazione progettuale e fotografica si evince che essi, anche in assenza dell’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 159 D.L. 42/04, sono stati progettati ed eseguiti con tecniche di ingegneria naturalistica e non hanno creato superfici utili o nuove volumetrie e sono pertanto compatibili con il valore ambientale del sito …. in quanto rispettosi dello stesso e non modificativi dello stato dei luoghi, ferme restando le sanzioni da erogare ai sensi dell’art. 167 D.L. 42/04 e successive modifiche e integrazioni.”
“A seguito di tale documentazione, prosegue il sindaco Geremia, il GIP incaricato, dr. Pepe, emetteva immediatamente il provvedimento di dissequestro, consentendo di terminare i lavori. Non sappiamo a cosa attribuire questo ripensamento da parte di un nuovo giudice. Certo, prosegue con tono deluso il sindaco, quando da parte di una certa opposizione si continua a rimestare nel torbido riportando notizie che il solito giornale di provincia contribuisce ad amplificare, la verità stenta a venire a galla. L’arch. Vito se la prende con i suoi colleghi, accusandoli di fare le cose sbagliate in assenza di presunti mancati controlli da parte nostra. Tutto ciò, come detto sopra, non corrisponde al vero. C’è da aggiungere che questo tipo di opposizione non giova alla nostra comunità, né gioverà mai se si limita a riportare notizie non suffragate da documenti attendibili. Quanto operato da un’opposizione di questo tipo risulta di poco spessore, troppo poco per essere credibile e sperare in qualcosa di diverso per il bene della nostra comunità. Parla dei POR, l’architetto. Noi abbiamo provveduto a dotare Rocchetta di strade percorribili e rispettose dell’ambiente, di cui siamo pronti in ogni sede a rivendicarne il merito. In questa occasione voglio ribadire all’archietto Vito di essere sempre disponibile ad ascoltare e far tesoro di tutte le critiche, per rendere migliore la comunità in cui viviamo, purchè esse siano costruttive e fondate su fatti documentati e non su illazioni o vox pupuli. Come già detto, anche la Soprintendenza, come prima riferito, ha dichiarato testualmente che i lavori “..sono stati progettati ed eseguiti con tecniche di ingegneria naturalistica e non hanno creato superfici utili o nuove volumetrie e sono pertanto compatibili con il valore ambientale del sito”.
Evidentemente neanche ciò è bastato al professionista.”
Fin qui le esternazioni del sindaco.
Non sarebbe il caso, per la minoranza, di prendere la palla al balzo e cercare di trovare un’intesa sul futuro di Rocchetta e Croce?

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