QUEL POZZO IN SUDAN

Ricordate il progetto dell’AMU (Azione per un Mondo Unito) del pozzo in Sudan?
Sta andando speditamente avanti, anche se la parola speditamente in Africa ha un valore relativo, visti i tempi necessari per l’ottenimento dei vari permessi da parte di una burocrazia che al confronto la nostra sembra una Ferrari (cercate quindi di immaginare che inferno di carte e di tempi occorrono!).
Abbiamo perciò approfittato dell’appuntamento di ieri a Rocca di Papa, nella casa che fu la dimora di Chiara Lubich e che oggi ne ospita le spoglie mortali, di fare il punto della situazione.
I lavori della scuola stanno proseguendo e anzi il progetto risulta allargato ad altre classi. Gli studi sul pozzo indicano profondità e durezza del terreno veramente impegnativi, per cui la spesa prevista (circa 20/25.000 euro) risulterà insufficiente al progetto.
C’è ancora tempo e le occasioni di partecipare alla raccolta non mancheranno.
La prima si presenterà già agli inizi di maggio, con l’esibizione di una corale di 60 elementi (sessanta!) presso l’Auditorium di Teano e tolte le spese della sala, tutto il ricavato andrà al progetto Pozzo in Sudan, grazie alla straordinaria generosità degli artisti della corale.
Vi terremo informati sulla data, sul costo dei biglietti e sui posti dove reperire gli stessi.
Ancora su ieri.
Il nostro viaggio si è concluso a Roma, con una visita nella Basilica di Santa Maria Maggiore, anfitrione eccezionale Don Ciro, canonico della Chiesa e originario di Pignataro, che ci ha descritto la grande e splendida Basilica nei minimi particolari, in due ore di un viaggio fantastico ed affascinante nel tempo.
Poi il ritorno, rilassati e contenti di una giornata trascorsa al di fuori dei ritmi incalzanti e fuorvianti ai quali, purtroppo, siamo tutti abituati.

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